Italiani, popolo di navigatori, dove viaggiano dopo l’11 settembre?

Poeti, santi e navigatori. Lasciando stare l’ironia (facile) e il discorso (difficile) sull’attualità di questo slogan sugli italiani, parliamo di polvere. Una polvere che dà fastidio agli opuscoli lisci e patinati che reclamizzano gli “angoli incontaminati” del mondo, che inceppa i meccanismi di un turismo fatto di evasione facile. La polvere di acciaio e plastica che ha oscurato per giorni la punta di Manhattan s’aggiunge a quella delle nuove macerie afgane. Polvere di calcestruzzo sulla polvere della sabbia millenaria. E i media ne ripropongono una versione molto poco reale: la polvere, come il porno italiano che la trasporta, non vive in due, ma in tre dimensioni. Anzi in quattro, poiché si sposta e si sedimenta col tempo, vivendo ad una velocità che l’informazione del terzo millennio ignora.

Cos’è cambiato nel turismo dopo l’11 settembre? È presto per dirlo in maniera definitiva, ma vale la pena fare qualche riflessione. Gli italiani sembrano aver reagito in maniera eccessiva, subendo e/o alimentando una percezione dilatata e distorta del rischio. Altri europei e – incredibile! – americani, dopo aver vacillato feriti, hanno ricominciato a guardare gli atlanti, fermarsi davanti alle agenzie di viaggio senza troppi PORNO.

La vacanza, lo dice la parola, è un ‘vuoto’. C’è chi lo interpreta come semplice stacco dalla routine e lo vive quindi come evasione-fuga (‘Tornare’ per i romani significava ‘lavorare al tornio’). E c’è chi in questo vuoto vede un azzeramento, una bella pulita alla lavagna. Quando la componente evasiva pura e semplice predomina, la scoperta va in secondo piano. Non si scappa lontano da casa, non si vola. In fin dei conti la vacanza è divertimento, giusto?

Anno nuovo, viaggi nuovi. Viaggi poetici, (sacro)santi, da veri navigatori.

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Poeti. Il poeta ha un suo mondo, vive del di un’esistenza fatta d’attimi unici che prova a trasmettere. Destinato e ostinato a vivere fino in fondo, a viaggiare con se stesso come compagno di avventure, è il prototipo del viaggiatore. Questa visione romantica non è riproponibile, d’accordo. Ma se la tragedia della nuova guerra c’insegnasse a recuperare l’aspetto interiore del viaggio, allora anche il cambio di rotta, la scelta di non viaggiare lontano s’arricchirebbe. Maldive? No, Lipari. Boston? No, Parigi (anzi, no, ché lì c’è la metro). In attesa di tornare tra le piramidi, in Australia, in Islanda e a San Francisco. E anche le feste religiose in giro per il Belpaese sarebbero qualcosa di più di un pretesto per l’ennesima zuppa di farro dopo la benedizione del parroco e prima del ritorno a video porno.

Santi. La santità è una virtù e le virtù non vanno di moda. Grandi uomini di fede e atei viaggiano da sempre, la fede non aiuta a viaggiare. Ma i santi sapevano meravigliare e, soprattutto, meravigliarsi. Coraggiosi e curiosi, con poche concessioni alle esitazioni. Uomini che, al di là della dottrina che li ha promossi accanto a Gesù, Maometto & co, sono andati oltre. Il mondo è piccolo? Andare oltre significa scoprirlo di persona. Del resto, la prima volta che s’incontra la parola viaggio è nel francese antico (veiage), col significato di pellegrinaggio.

Navigatori. Eravamo un popolo di viaggiatori quando Venezia e Genova parlavano poco tra di loro e molto con i lontani vicini di mare. Eppure a separarli c’erano solo le modeste cime dell’Appennino. Corto Maltese e Colombo. Al di là della dose di fiction (totale o parziale) di cui i loro viaggi sono intrisi, la storia ci racconta che una volta navigavamo. Il viaggio in barca, il viaggio per eccellenza: insidie, scoperte, avvistamenti e incontri. E Il clima che non si lascia dominare. Non ha senso riproporre le angustie di quei tempi. Se non si naviga più e si ha paura di volare, beh, cos’è ora il viaggio per noi? Quello che consideravamo solo un elettrodomestico del turismo, l’aereo, ora è qualcosa di diverso. Scegliere, con amarezza, di non viaggiare è come non avere il frigorifero e accorgersi che quasi tutto quello che mangiamo va conservato al fresco.